Tipologie impiantistiche
I sistemi di fitodepurazione sono costituiti da una o più¹ vasche scavate nel terreno, impermeabilizzate con una geomembrana, riempite di inerti e piante acquatiche. Esitono diverse tipologie impiantistiche illustrate di seguito che vengono utilizzate singolarmente o accoppiate a seconda degli obiettivi progettuali prescelti.
E’ possibile suddividere gli impianti in base alla direzione di scorrimento dell’acqua:Â
1. sistemi a flusso sommerso (SSF- Subsurface Flow)
In essi la superficie dell’acqua non è mai esposta al contatto diretto con l’atmosfera e le piante utilizzate sono elofite appartenenti alla specie Phragmites australis.
A loro volta si distinguono in:
- orizzontali (h) in cui l’acqua si depura in una o più vasche scavate nel terreno e impermeabilizzate della profondità di 70-80 cm contenenti materiale inerte ( ghiaia a diversa granulometria) su cui si sviluppano le radici delle elofite (Phragmites australis). Il flusso dell’acqua rimane costantemente al di sotto della superficie del medium e scorre in senso orizzontale grazie ad una leggera pendenza del fondo del letto. Sono sistemi misti che funzionano soprattutto in anaerobiosi.
- verticali (v) dove il refluo da trattare è immesso con carico alternato discontinuo e percola verticalmente in un filtro della profondità di circa 1m di materiali inerti ( ghiaia a diversa granulometria o sabbia) profondo in genere 1 m in cui si sviluppano le radici delle elofite (Phragmites australis). Sono sistemi prevalentemente aerobici.
2. sistemi a flusso superficiale (FWS- Free Water Surface)
Consistono in vasche o canali dove la superficie dell’acqua è esposta all’atmosfera ed il suolo, costantemente sommerso, costituisce il supporto per le radici delle macrofite acquatiche. Questi sistemi vengono utilizzati in Italia come finissaggio a valle di quelli a flusso sub-superficiale perché richiedono un rapporto superficie/abitante equivalente maggiore e per la loro azione molto efficace nell’abbattimento del carico microbiologico residuo. Inoltre sono molto importanti dal punto di vista naturalistico per la creazione di nuove aree umide e per la biodiversità : in essi è possibile creare differenti microhabitat e utilizzare il maggior numero di specie di piante acquatiche che sarannoovviamente autoctone e compatibili con la flora locale.
Le tecniche di fitodepurazione esistenti possono essere anche classificate in base alla prevalente forma di vita delle piante acquatiche utilizzate (Brix, 1993):
- Sistemi a microfite (fitoplancton)
- Sistemi a macrofite galleggianti (pleustofite)
- Sistemi a macrofite radicate sommerse (ancorate al fondo)
- Sistemi a macrofite radicate emergenti (elofite)
Per microfite o microalghe si intendono organismi unicellulari che possono formare colonie molto estese sulla superficie dell’acqua ed hanno una notevole capacità di assimilare nutrienti dalla massa idrica. Esigono tuttavia condizioni di temperatura elevata e costante per garantire una buona efficacia depurativa durante tutto l’arco dell’anno. Per questo motivo i sistemi a microfite sono poco utilizzati alle nostre latitudini.
Esistono poi anche i sistemi multistadio che prevedono la combinazione delle tipologie sopra citate e i sistemi integrati o misti in cui le tecniche fitodepurative vengono affiancate ad impianti di depurazione tradizionali.



